Gli
elettroni ci fanno innamorare
di
Pasquale Foglia
Premessa
Sono gli
elettroni che ci fanno innamorare? Sicuramente si, vediamo come, quando e
perché. Questo articolo sembra non avere niente a che fare con l’Astrologia, ed
invece ha una importanza fondamentale perché
rappresenta la dimostrazione scientifica della scientificità dello Zodiaco
Tropico o Stagionale. Infatti, i sentimenti e le emozioni dipendono dall’azione
del caldo e del freddo sull’organismo umano, in quanto
il caldo ed il freddo determinano la velocità delle reazioni biochimiche
dell’organismo, a volte ostacolandole del tutto e altre volte accelerandole, e
quindi incidono sul nostro vissuto quotidiano.
1. L’ambivalenza cosmica
Ogni processo, vitale e non
vitale, richiede l’intervento elettrochimico degli elettroni. La forza della
natura sta nell’energia degli elettroni. Le orbite descritte dai pianeti
intorno al Sole richiamano il moto degli elettroni intorno al nucleo
dell’atomo. Il sistema solare è una giostra perfettamente congegnata in cui il
movimento di ogni pianeta è sincronizzato con quello
di tutti gli altri. È indubitabile, perciò, che i pianeti interagiscano tra di loro nell’intricato equilibrio gravitazionale della
sfera celeste, e pertanto
L’ambivalenza dei sentimenti
umani sembra essere una conseguenza della dualità del cosmo, la cui
manifestazione più nota è il continuo alternarsi dei pianeti tra due punti
estremi: l’afelio e il perielio (1). L’ambivalenza umana, nel vissuto
quotidiano, è causata dal conflitto che intercorre tra il sistema nervoso
automatico, che sovrintende agli istinti di base o di sopravvivenza, e la
corteccia cerebrale che presiede al processo evolutivo-etico-sociale dell’umanità. Vi sono,
infatti, sentimenti istintuali e irrazionali come la
collera, la gelosia, l’invidia, la vendetta, l’odio e la malvagità capaci di
spazzare via in un attimo ogni capacità di giudizio. L’uomo comune spesse volte
‘ragiona’ soltanto dopo avere sbagliato (leggi anche:
dopo essersi raffreddato…). Ma vi sono anche
sentimenti nobili e razionali come l’altruismo, la solidarietà, l’abnegazione e
l’amore universale che riscattano l’umanità dalle proprie bassezze. Come ben
sappiamo, in ogni persona esistono tutte le coppie di opposti:
amore e odio, bene e male, egoismo e altruismo, razionalità e
irrazionalità, passionalità e freddezza,
ecc. C’è chi sviluppa l’autodisciplina in modo notevole e crede fermamente nel
libero arbitrio, e chi invece ne resta totalmente privo e si affida
all’ineluttabilità del destino: fra i due estremi c’è la grande massa di
persone ‘ambivalenti’. Ogni cosa ha sempre due facce,
e potremmo anche dire un lato piacevole e uno spiacevole.
Soltanto con una buona dose di flessibilità possiamo sfuggire all’ambivalenza
ed evitare lo strapotere di un polo sull’altro e tutte le sofferenze che ne
derivano.
2. Le reazioni di ossido-riduzione
La cosa
più sorprendente è che l’ambivalenza cosmica si manifesta anche nelle reazioni
chimiche! Quando due sostanze chimiche vengono a contatto tra loro, vanno
soggette ad un processo detto di ossidoriduzione in
cui una sostanza si ossida cedendo elettroni e l’altra si riduce acquistandoli.
L’ossidazione rappresenta una perdita di elettroni e
di energia; invece la riduzione è un acquisto di elettroni e di energia.
L’ossidazione è un processo molto comune in natura: la respirazione, per
esempio, grazie alla quale le sostanze nutritive, ricche di energia,
sono trasformate in acqua e anidride carbonica con sviluppo di calore, è
appunto un processo ossidativo. La fotosintesi
invece, grazie alla quale l’energia elettromagnetica del sole viene trasformata ed immagazzinata come energia chimica nei
tessuti delle piante, è un processo di riduzione. Le ossidazioni avvengono
attraverso l’azione di coenzimi detti anche
trasportatori di elettroni, i quali (coenzimi) vengono ridotti, ossia assumono gli elettroni
carichi di energia provenienti dalla rottura dei legami chimici. (2) Tutte le
reazioni chimiche che avvengono nel nostro organismo sono reazioni di ossidoriduzione, per cui possiamo dedurre che l’uomo è
ambivalente dal punto di vista psicologico proprio perché lo è dal punto di
vista fisiologico. È noto che ogni emozione corrisponde ad un determinato
recettore chimico. Ovviamente i processi di ossido-riduzione
sono complessi in quanto nei neuroni avviene la produzione di neurotrasmettitori (quelli adrenalinici provocano stress e
tensione, mentre quelli noradrenalinici generano
distensione ed eliminano il dolore).
Dunque, la forza della natura sta nell’energia degli elettroni.
Noi consumiamo energie non soltanto quando facciamo attività fisica, ma anche
quando pensiamo e quando ci emozioniamo. Le emozioni negative
(paura, ansia, collera, invidia, indecisione, arrabbiature e dispiaceri in
genere) provocano un forte dispendio energetico. Anche
i pensieri, tanto più se di natura ossessiva, ci fanno consumare molte energie.
Il sonno consente il recupero delle forze grazie al rallentamento delle
funzioni vitali, ma anche perché il pensiero non giunge alla coscienza, benché
la vita emotiva continui nei sogni. Con la meditazione si mira a fissare il
pensiero, che non si annulla mai, sul cosiddetto mantra
che assorbe pochissime energie. Come spiega Giulio Cesare Giacobbe: «Recitando un mantra,
tu sposti la carica ossessiva (dei pensieri N.d.A.) su un oggetto neutro, che non ti genera alcuna tensione, e quindi le
togli il rifornimento di energia» (3).
3. La forza di
attrazione
Due
persone che si ‘cercano con gli occhi’ instaurando il noto fenomeno
emotivo di attrazione-repulsione, attivano un processo energetico. Le forze di attrazione-repulsione sono forze elettriche. Dunque,
anche per effetto del corteggiamento si verificano
reazioni di ossidoriduzione nel nostro organismo. Per esempio, un giovane o una
giovane, quando si vedono corteggiati, sono soddisfatti di sé e si sentono
carichi di energie, mentre se sono stati lasciati si
sentono del tutto scarichi, senza forze, come se le loro energie fossero
scomparse: gli elettroni hanno subito l’annichilamento!
E allora, domandiamoci che cosa agisce
sugli elettroni mettendoci in uno stato di reattività fino al punto da farci
innamorare, e che cosa invece li rende per così dire inerti, per
cui noi restiamo freddi e razionali. L’attrazione è fortissima
all’inizio, quando i due partner si conoscono poco o niente, ma non regge
all’usura del tempo. M’innamoro perché vedo una persona attraente, cioè una donna che mi ‘resiste’, letteralmente
non cade facilmente nelle mie ‘orbite’ e perciò mi fa
sognare e mi fa spasimare. Eppure, se la stessa
identica persona cadesse subito nelle mie braccia, perderebbe immediatamente il
suo potere attrattivo e seducente, come ben sanno per istinto e per esperienza
tutte le donne! Alla donna moderna il ruolo di preda, ovviamente, non piace per
niente, anzi la manda in bestia, ma la verità è quella di sempre ed è bene che
le adolescenti benintenzionate se ne rendano conto quanto prima possibile: agli
uomini piace andare a caccia (4) e si affezionano soltanto quando la conquista
è lenta, difficile ed incerta, cioè quando incontrano…
resistenza.
4. L’agitazione molecolare
L’energia,
sia luminosa che termica, che ci proviene dal sole sotto forma di energia raggiante o elettromagnetica, è la più importante
fonte di energia perché consente la manifestazione stessa della vita. Gli
esseri umani per sopravvivere e riprodursi hanno bisogno di energia
sotto forma di calore. Un corpo caldo è predisposto naturalmente ad
innamorarsi, mentre è difficile far innamorare una persona fredda. Il caldo
primaverile, dopo la lunga pausa invernale, risveglia la natura facendo
scoccare, puntualissima, la scintilla dell’amore in tutti gli esseri viventi.
Non a caso gli amori più numerosi, intensi e passionali sbocciano sotto il
solleone!
La vita
è movimento ed il movimento è dovuto all’energia,
quindi al moto degli elettroni che sono dotati di proprietà elettriche,
attrattive o repulsive a seconda dei casi. Gli atomi e le molecole di tutti i
corpi sono incessantemente animati da un moto caotico che determina la
cosiddetta temperatura dei corpi. Se aumenta la
temperatura di un corpo, aumenta anche l’agitazione termica delle sue molecole
e atomi, mentre se il corpo si raffredda, l’agitazione termica diminuisce.
L’energia interna di un corpo è legata alla sua temperatura. Tutto questo è
noto. La novità sta nel fatto che questo discorso vale per tutti i generi di
corpi, compreso il corpo umano. Noi abbiamo bisogno di introdurre alimenti per
tenere costante la temperatura del corpo e abbiamo bisogno di
indumenti caldi per proteggerci dal freddo. (Anche
gli alberi, per sfuggire ai rigori invernali, durante l’autunno si rivestono di
uno strato coibente di tessuto morto –sughero- che poi perdono in primavera).
Il corpo umano deve mantenersi costantemente intorno ai
5.
L’innamoramento
Un
giovane s’innamora di una donna bella (almeno per lui) e siccome non la conosce
ancora a fondo, finisce per idealizzarla, anche perché non è possibile
accarezzarla subito come il suo istinto primordiale vorrebbe.
Anzi, almeno all’inizio del corteggiamento si sente respinto,
perché nessuna donna avveduta dice subito sì. È necessario non dire
subito si per fare in modo che l’infatuazione si
trasformi in attaccamento. L’incertezza fa stare sulle spine ed eccita i
neuroni (e gli elettroni) del giovane innamorato che non sapendo cosa fare,
finisce spesso, come suol dirsi, col perdere la
testa. È importante però tener presente quanto scrive Giulio Cesare Giacobbe
nel saggio ‘Alla ricerca delle coccole perdute’ (5): «Essere innamorati non è amore: è bisogno di
essere amati». Secondo il suddetto autore, l’innamorato/a, in buona
sostanza, è un bambino/a alla ricerca di attenzioni e
coccole.
Ecco
perché, nel caso in cui la donna dicesse subito sì al suo corteggiatore, lo
farebbe a suo danno perché il giovanotto, preso quello che c’è da prendere…,
perderebbe in breve tempo ogni interesse. Insomma, la conquista facile fa
cessare il desiderio perché l’innamorato, come si è detto, è alla ricerca di attenzioni e coccole! E ovviamente, se questo suo bisogno
viene subito appagato, il giovanotto si mette alla
ricerca di nuove coccole…. Non dobbiamo dimenticare che è sempre la scarsità (e
peggio ancora la mancanza o l’indisponibilità) che conferisce valore e
attaccamento sia alle cose che alle persone, e soltanto la difficoltà e
l’incertezza della conquista - leggi anche resistenze… - accendono
letteralmente il cuore di passione.
Come è noto,
l'innamoramento dipende da meccanismi tensionali: più
l'altro/a si nega, più diventa un
simbolo importante nella mente dell'innamorato/a. L'inconscio trae la sua energia
da eventi carichi di energia emotiva, leggi anche
dalle resistenze, dalle difficoltà da superare. Quindi più qualcuno si nega, però
senza esagerare, più diventa un potente simbolo che noi cercheremo di
conquistare, perché tale simbolo si impossessa dei
nostri pensieri come un blocco psichico e/o energetico. (Questo meccanismo della
mente mi fa pensare a un ponte – leggi anche sinapsi
in costruzione - che blocca l’avanzata - il progresso - dei pensieri stessi, da
qui il circolo vizioso, il blocco appunto dei pensieri sullo stesso soggetto). I
seduttori hanno buon gioco delle loro vittime grazie al meccanismo della
penalizzazione: un giorno riempiono la donna di attenzioni,
il giorno dopo la ignorano.
6. L’alchimia dell’innamoramento
Ma cosa avviene nel
nostro organismo per effetto dell’innamoramento? Le molecole e gli atomi –e più
brevemente gli elettroni- in tali circostanze entrano in uno stato di forte
agitazione, il che aumenta la temperatura del nostro corpo. Ed infatti, non a caso si parla di ‘febbre’
d’amore che non ci consente più di ragionare! Venendo a contatto con una
persona attraente dell’altro sesso, ci prepariamo a ‘reagire’
quasi come fanno le sostanze chimiche. È l’eccitazione -leggi
anche l’agitazione molecolare- con il calore che ne consegue, che
prepara i due corpi ad unirsi. Ma una volta coronato
il sogno d’amore, l’innamorato ritorna gradualmente allo stato ‘normale’, cioè non più eccitato, e altrimenti detto, si ‘raffredda’. Mentre il caldo provoca dilatazione dei corpi
ed eccitazione, e perciò spinge verso gli altri, il freddo provoca contrazione,
solitudine, in quanto riduce l’agitazione molecolare e
impedisce l’estrinsecazione dell’amore, cioè il bisogno di legarci a un’altra
persona ‘immobilizzando’ gli elettroni, ossia i
processi biochimici. Tutte le passioni si esauriscono, anche la vita si ‘spegne’, come si spegne una
lampadina interrompendo il flusso degli elettroni. L’amore finisce quando tutte
le illusioni ed i bisogni sono stati soddisfatti, ma possiamo anche dire che ci
disamoriamo quando gli stimoli negativi superano quelli positivi.
In particolare, il senso del proibito e/o del nuovo gioca un ruolo eccitatorio fondamentale in campo erotico, per cui è inevitabile il graduale crollo dell’attrazione sessuale
quando le proibizioni o/e le novità sono cessate. Per tali motivi, all’interno del
matrimonio l’attrazione fisica tende a diminuire col passare del tempo, e contemporaneamente
aumenta l’interesse verso altri potenziali partner. Il potere attrattivo di un
partner, a parità di altri fattori, sembra essere
direttamente proporzionale alla sua indisponibilità, fattore questo che ‘accende’ la fantasia ed il desiderio tanto negli uomini che
nelle donne. L’indisponibilità ha una parentela stretta con il senso del
proibito e/o del nuovo. In generale, le cose che non riusciamo
ad avere ci sembrano meravigliose e ci fanno fantasticare e sognare, ci
entusiasmano e ci ‘accendono’ di passione: insomma ci
eccitano. Il che significa che gli elettroni del nostro corpo
si agitano più velocemente. Tutto quello che ci manca (sia persone o cose) crea un vuoto, una depressione, e diventa un simbolo
potente che assorbe i nostri pensieri, pensieri che hanno il compito appunto di
eliminare i problemi, di colmare il vuoto, di spianare la strada, di costruire
il ponte di collegamento, e molte volte non ci riescono, e non ci riescono mai
subito. Ma una volta
raggiunto l’obbiettivo, ci ‘raffreddiamo’,
ossia finisce l’eccitazione e finisce anche il desiderio e l’illusione: al di
là del ponte compare subito il nuovo e quindi un nuovo desiderio. Sembra che i
pensieri non sappiano fare altro: desiderare, desiderare, desiderare, ossia
costruire nuove sinapsi, nuovi ponti.
Ma ritornando
all’innamoramento, ci rendiamo conto che esso è fortemente influenzato dall’energia
termica. Il calore attiva infatti gli atomi e gli
elettroni accelerando le reazioni biochimiche e aumentando l’energia interna
dei corpi, cioè la forza di attrazione che ci induce a cercare un legame
amoroso con un’altra persona. È proprio
per questo motivo, secondo me, che in primavera-estate sbocciano
tanti amori. Potremmo dire che due persone ‘interagiscono’
proprio come due sostanze chimiche ‘reagiscono’ tra
loro, trasformandosi, come per magia, in un prodotto completamente nuovo. Anche la fusione di un corpo maschile con un corpo femminile
provoca un autentico prodigio: la nascita dei bambini! L’alchimia dei
sentimenti umani sembra obbedire perciò alle stesse leggi che governano le
reazioni chimiche, perché in entrambi i casi avvengono processi di ossido-riduzione che sono favoriti dal calore. Giova qui citare Jeffrey Satinover, che nel suo saggio ‘Il cervello quantico’, così scrive (6): «Nelle reti viventi l’equivalente di una piattaforma vibrante viene fornito semplicemente dal movimento altalenante di
atomi e molecole, ovvero dal calore. L’energia che mantiene la temperatura del
nostro corpo intorno ai 37 gradi viene utilizzata dal
cervello per mantenere i neuroni in uno stato di costante reattività, pronti a
scattare».
7. Il
principio della resistenza elettrica
Le prove
a sostegno di una teoria sono rappresentate, come sempre, dalla sua
applicazione pratica. Ora io sostengo che la causa prima dell’innamoramento e/o
dell’attrazione erotica è l’eccitazione degli elettroni del nostro corpo e
sostengo che l’amore in senso lato è sempre preceduto e/o accompagnato da una
reazione termica del corpo. Ciò equivale a dire che nei Paesi caldi e nei mesi primaverili-estivi, si è più inclini ad amoreggiare e a
fare sesso, mentre nei Paesi freddi, e nei mesi autunno-invernali, si pensa
soprattutto a lavorare. Ed allora, la domanda più appropriata a dimostrazione di questa teoria potrebbe essere la seguente: come si può
suscitare l’amore in un partner freddo in funzione degli elettroni? Cosa dovrei fare per piacere di più al mio partner? Cosa si deve fare quando il marito (o la moglie) ci manca di
rispetto?
È noto
che l’attrazione fisica si indebolisce col trascorrere
del tempo passato insieme. Per evitare che ciò accada, è necessario ravvivare
l’attrazione ‘imitando’ il principio della resistenza
elettrica. In tal modo si diventa magicamente più importanti agli occhi della
persona amata e ritorna il colloquio all’interno della coppia! Quando troviamo
un po’ di resistenza ci rendiamo conto che non
possiamo essere assolutamente ‘sicuri’ della nostra
relazione, nasce cioè la paura di potere perdere il proprio partner, per cui la
sua resistenza ce lo fa apparire prezioso e insostituibile!
È noto
che la resistenza elettrica è l’attrito che il flusso di elettroni
incontra passando attraverso un circuito: non potendo muoversi velocemente a
causa della resistenza intrinseca del materiale, gli elettroni liberi urtano
contro gli atomi e per effetto degli urti e dell’attrito, la loro energia si
trasforma in calore. In pratica, è ciò che accade, per esempio, nel ferro da
stiro, nella stufa elettrica, nello scaldino e nella lampadina a incandescenza. Giova sottolineare che
nella febbre (che è una infiammazione del sangue che si manifesta con una forte
accelerazione del polso e della respirazione e con la secchezza della bocca)
l’aumento della temperatura corporea è causata proprio da una forsennata
agitazione degli elettroni conseguente a processi biochimici molto più veloci
indotti dal sistema immunitario. Dunque, in fisica
si ottiene calore dalla resistenza elettrica perché gli elettroni passano ad
uno stato di forte eccitazione; ugualmente, in campo amoroso, facendo
resistenza, mettiamo in agitazione il partner, generando in lui attraverso
l’agitazione dei suoi elettroni, l’eccitazione, il calore, il desiderio,
l’amore, anche se prima era freddo e scostante.
Evidentemente,
ciò significa che quella meravigliosa e poco conosciuta
macchina che è il nostro cervello, coordina la nostra attività
fisiologica ed emotiva grazie al semplicissimo meccanismo del caldo e del
freddo: data la obbligatorietà della temperatura del corpo a
8. La resistenza amorosa
Ma in che modo
possiamo mettere in atto la resistenza amorosa? La resistenza in amore si attua
con i silenzi e mostrandoci freddi (in mancanza di sorprese, di regali e di attenzioni); non facendoci vedere o sentire per un certo
tempo (quando non ci sentiamo apprezzati abbastanza); in altri casi, si ottiene
lo stesso scopo civettando per fare ingelosire il partner; ed ancora evitando
di baciarlo o di fare sesso. Quando le attenzioni
diventano abituali, scontate,
non sono più apprezzate, anzi finiscono per dare fastidio, ma non
appena vengono meno, ci rendiamo conto quanto ci mancano. Si dice infatti che in amore vince chi fugge. Ancora più eloquente
è l’espressione che utilizza Giulio Cesare Giacobbe nel testo già citato: «Le donne sono fatte così: più le cerchi più ti mandano al diavolo; più le mandi al diavolo
più ti cercano». Secondo me, è il troppo che storpia, come per esempio lo stare
continuamente appiccicato al partner, o al contrario l’assoluta mancanza di
coccole, di novità e di sorprese!
Applicando
il principio della resistenza, si verifica quasi
subito un’inversione dei ruoli tra i due partner, ponendo quello debole in uno
stato di superiorità e quello forte in uno stato di inferiorità: in quest’ultimo, il brusco calo dell’autostima, con
l’incertezza e l’agitazione che ne conseguono, provoca l’eccitazione ed il
calore necessario, fattori che lo predispongono all’amore, dunque a ‘reagire’! Una persona fredda è indifferente, non reagisce,
quindi non può legarsi e tanto meno fare sesso, proprio come due sostanze
chimiche non reagiscono se la temperatura è bassa. All’uopo, giova ricordare
che le femmine dei mammiferi si accoppiano soltanto quando sono in… calore! A
tale proposito, è interessante osservare una cagna in calore che prima di
accoppiarsi porta il ‘pretendente’
di qua e di là, come se sapesse che sottraendosi dolcemente all’ultimo momento…
porta l’eccitazione al massimo grado. La stessa donna, se prima non si ‘riscalda’ letteralmente con
baci e carezze e con belle parole, non si lascia andare. A volte occorre la
classica cenetta, che genera calore, tanto calore, per vincere le ultime
resistenze…. Naturalmente, non dimentichiamo che anche l’uomo necessita di eccitazione per compiere la penetrazione, e la
sua eccitazione è forte non solo con una partner nuova, ma anche con quella
solita che sa essere irresistibile e seducente: e cioè, se non si concede
subito!
È
evidente che il calore abbassa le difese mentali predisponendo il corpo a ‘unirsi’ ad un altro corpo. Il calore ci rende vulnerabili
emotivamente e bisognosi di coccole, proprio come quando abbiamo la febbre!
Quando fa troppo caldo e l’aria è irrespirabile, l’agitazione eccessiva degli
elettroni indotta dal processo biochimico di termoregolazione, ci provoca
spossamento, per cui diventiamo lamentosi, nervosi e
instabili. È quello che succede anche a seguito di insuccessi:
l’annichilamento degli elettroni ci fa sentire impotenti, senza energie. Ricordo
che elettrone è sinonimo di energia. Quando la febbre è alta ricorriamo alla borsa di ghiaccio
sulla testa. Non so dove ho letto che i pazzi sono sottoposti ad una doccia
ghiacciata: evidentemente occorre abbassare di parecchio la temperatura del
loro corpo per farli stare buoni. Ribadisco: la mente
è fredda e razionale, ma quando si riscalda (per esempio a seguito di collera,
gelosia, vendetta, ecc) diventa irrazionale. In generale,
tutte le volte che ci sentiamo agitati, potrebbe essere sufficiente una
lavata di faccia con acqua fredda per ritrovare l’equilibrio. Anche il bicchiere d’acqua che si fa bere a chi ha subito
una forte emozione ha un effetto rasserenante.
Ma
ritornando all’amore, cosa dovremmo fare per far innamorare la persona che ci interessa? Dobbiamo sollecitare i suoi elettroni
mettendola in agitazione con messaggi abilmente contrastanti: un passo
avanti e due indietro, suggeriscono gli autori di ‘Tattiche d’amore’ (7), e dobbiamo allo stesso tempo rallentare i
nostri elettroni, per poter continuare a ragionare, restando relativamente
freddi. Detto diversamente, dobbiamo restare “distaccati”! Un modo di fare del
genere è scioccante, immorale, cinico? In realtà le femmine, favorite dalla
natura da una maggiore freddezza rispetto ai maschi, usano spontaneamente
questa tattica che consente loro di scegliere con tutta calma il ‘partito’ migliore! Tuttavia,
l’amore è così coinvolgente che non consente di giocare con i sentimenti altrui
e avvolge nei suoi tormenti anche i furbi e i duri! Ovviamente, quando la donna
s’innamora perde la sua proverbiale freddezza, inteso sia in senso fisico che
psichico, e diventa anch’essa vulnerabile; e lo è ancora di più se il suo amore
non è corrisposto, e peggio ancora se viene lasciata!
Conclusioni
La teoria
e la pratica confermano che la resistenza del partner femminile - finta o reale
che sia - fa scattare come per incanto l’eccitazione e il desiderio nel partner
maschile ed è perciò tanto più necessaria quanto più la coppia è avanti negli
anni. Occorre sapersi rendere indisponibili per farsi
desiderare, bisogna allontanarsi (ogni tanto) per restare accanto. La
vicinanza, alla lunga, stanca e separa. Persino le pietre di un maestoso
palazzo finiscono per separarsi tra loro e sgretolarsi, perché la malta che le
univa, col tempo, si ‘ossida’:
il processo ossidativo provoca la perdita del potere
‘legante’! Ricordo che l’ossidazione è una perdita di elettroni, ossia di energia. Gli elettroni rappresentano
dunque la malta, il cemento, l’energia psico-fisica che unisce gli innamorati,
le pietre di un palazzo e… tutte le cose del creato.
In
conclusione, l’amore sembra dipendere, dall’inizio della passione fino al suo
completo esaurimento, dal chimismo degli elettroni ed in particolare dalle
reazioni di ossidoriduzione e dall’agitazione
molecolare dell’organismo umano. Il calore svolge un ruolo importante
nell’amore, ma è bene precisare che il caldo, da solo, non basta: infatti nelle coppie avanti negli anni c’è calore e affetto
e tuttavia scarsa attrazione sessuale. L’attrazione però è sicuramente più
forte verso ‘altri’ potenziali partner, non perché siano
necessariamente e effettivamente più belli e più
attraenti, ma perché gli ‘altri’ (o le altre) sono poco
disponibili e/o meno ‘utilizzabili’, dunque
rappresentano una resistenza sicuramente molto più forte rispetto alla propria
compagna che ha il torto di essere a portata di mano…. Il fattore fondamentale
che scatena l’innamoramento iniziale e mantiene a lungo l’attrazione erotica per
lo stesso partner, secondo la mia convinzione, è dunque la ‘resistenza’
della femmina. La resistenza e/o indisponibilità della partner, che consiste semplicemente
in abili rinvii in modo da non concedersi subito, probabilmente stimola i
circuiti nervosi e/o il sistema endocrino del maschio, ossia accelera le
reazioni biochimiche di ossidoriduzione e aumenta l’agitazione
molecolare del sangue scatenando l’eccitazione e il calore, la passione e il desiderio
erotico. La resistenza della partner, provocando calore, mantiene vivo
l’interesse erotico e influenza favorevolmente la durata della coppia.
Bibliografia
1.
Pasquale Foglia –L’aspetto pratico
esistenziale degli elettroni – Ricerca ’90,
nn. 62,63,64/2005;
2. Enciclopedia della scienza e della tecnica
–De Agostini;
3. Giulio Cesare
Giacobbe - Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita – Ponte alle Grazie;
4. Greg Behrendt –Liz Tuccillo
– La verità è che non gli piaci abbastanza – Salani
Editore;
5. Giulio Cesare Giacobbe – Alla
ricerca delle coccole perdute –
Ponte alle Grazie;
6. Jeffrey Satinover –Il
cervello quantico- Macro Edizioni;
7. Mcknight - Phillips - Tattiche d’amore – TEA.-