BREVE STORIA DELLA
CHIROLOGIA (CHIROMANZIA)
L’uomo ha sempre avuto un
particolare riguardo per la sua mano e infatti già dai
primordi aveva capito che la mano gli era indispensabile per difendersi, per
procurarsi il cibo , per prepararlo e per portarlo alla bocca. Successivamente imparò a fare degli oggetti come indumenti ,
vasi , armi e capanne ove vivere . Tutta
questa preferenza per la mano rispetto ad altre parti del corpo la possiamo constatare ancora oggi visitando caverne
preistoriche ove l’uomo primitivo ha lasciato dei disegni . In genere trattasi
di disegni di animali o scene di caccia ma in
tantissime caverne e tra le più antiche sono stati trovati disegni di mani . Vanno qui ricordate le caverne della vallata del fiume Ardeche in Francia o della grotta di Cosquer
al largo di Marsiglia, accessibile solo per via subacquea e databili tra
i 20.000 e 18.000 anni fa. Altre grotte con disegni primitivi sono state
scoperte in Patagonia, Australia settentrionale, vari siti in Africa, tutte risalenti a più di 10.000
anni fa . Ebbene in queste caverne sono stati trovati
tantissimi disegni di mani fatti sulle pareti . Si sa
anche come l’uomo disegnava queste mani e cioè si
riempiva la bocca di un liquido rossastro che preparava con speciali radici e
poi lo spruzzava sulla sua mano appoggiata alla parete e così appariva
l’impronta della sua mano che è rimasta lì per millenni .
Ma la domanda che ci poniamo a
questo punto è la seguente : “Quando l’uomo ha
iniziato a capire che dall’osservazione attenta della mano poteva percepire
tante cose su sé stesso e sul suo destino ?” .
Ebbene, non v’è dubbio che le prime regole di questa materia sono state compilate in India . In un antico tempio indù che
si trova presso la sorgente del fiume Gange vi è una
teca di vetro che contiene un libro rilegato in pelle umana e composto di
pagine smaltate a protezione degli scritti e disegni eseguiti in rosso con
particolare maestria . Si tratta di un’opera di varia e incerta compilazione
perché i suoi caratteri, non appartenenti ad un unico alfabeto, sono ancora in parte indecifrabili .
Oltre a questo i testi più antichi
sulla chirologia fanno parte della letteratura indù ;
sono il “ Vasishta
regola 21” e l’antico “Code de Manu (VI,50)” due
testi di origine vedica risalenti a circa 2.000 anni
a.C. Un saggio vissuto in quel periodo,
tale Valniki Maharshi ,
scrisse : “Insegnamento di Valniki Maharshi sulla chiromanzia maschile” che comprende 567
differenti segni che si trovano sulle mani . A quei tempi si usava scrivere su
foglie di banana intrise in uno speciale liquido che permetteva la loro
conservazione oppure su sottili lastre di rame alcune delle quali sono giunte
sino a noi . Ancor prima queste conoscenze venivano insegnate oralmente e solo più tardi trascritte
come sopra citato oppure su rotoli di
foglia di palma .
L’antichissima dottrina Vedica abbraccia sei branche e la più importante è lo Jotisha parola sanscrita che significa Scienza della Luce (Astrologia) e ci dice
come l’essere umano è influenzato dalla luce dei luminari e dei pianeti . Un po’ meno importante dell’astrologia sono le branche
della predizione di eventi e lo studio di differenti
parti del corpo per rivelare il carattere e il comportamento.
L’ultima morfologia descrive i vari
riflessi fisici delle influenze planetarie ed è conosciuta come Samudrika Shastra , l’oceano di conoscenza
basata sugli scritti di Samudra.
La parola in sanscrito per indicare
la mano è Hasta
e pertanto “Hasta Samudrica
Shastra” significa chiromanzia vedica
o indiana , l’oceano di conoscenza dei segni e dei
simboli della mano dell’uomo . La
peculiarità di questo sistema è che non si basa su una conoscenza scientifica
di carattere empirico come la scienza occidentale, ma su un approccio
soggettivo alla conoscenza. Questo significa che la verità scientifica per il Veda è una verità rivelata, che si forma nelle
coscienze dei saggi illuminati
attraverso un approccio trascendente .
Secondo la leggenda
l’origine di questi studi avvenne quando un Dio ed una Dea si
rilassarono sopra un serpente divino nell’oceano della creazione. Samudra, il Dio marino, prese nota di tutti i segni sopra i
corpi della coppia divina, mettendo una speciale enfasi sulla mano . Samudra poi trasmise questa
conoscenza agli uomini con la quale potevano avere uno specchio per stimare e
capire lo stato e la condizione della loro vita.
Un noto bramino indiano trasferitosi
in Francia ed il cui nome è Pandit Vishwanath Shastri, ha scritto un interessantissimo libro dal titolo :”La science Hindoue
des lignes de la main” nel quale si parla ampiamente della suddetta leggenda
.
Il Samudrika
Shastra fu in seguito comunicato agli uomini
attraverso l’intermediazione di un rishi (saggio –
veggente) : costui ottenne la rivelazione dal Dio
Oceano stesso .
Per studiare la chiromanzia gli
indiani divisero la mano in due parti : 1) forma della
mano ; 2) linee della mano . La forma
della mano era poi divisa in altre due parti:
a) Pollice, dita e unghie ; b) Palmo e
monti -
In numerose statue del Budda o di altri idolo di molti
secoli prima della nascita di Cristo, si notano già linee incise nelle mani
mentre in occidente in statue di periodi anche di un’epoca relativamente tarda,
non appaiono tracce di linee sulle mani . I più antichi segni di linee sembrano
quelli trovati su una statua del Cristo conservata in una chiesa siciliana –
LA
CHIROMANZIA IN CINA
La chiromanzia ha anche in questo
paese origini antichissime e si tramandavano le sue regole oralmente . Infatti la scrittura cinese
risale al 3° secolo a.C. e non ha subito mutamenti poiché disegna in modo
schematico gli oggetti e le idee e in questo modo quegli antichi scritti si
possono leggere facilmente ancora oggi . Forse il primo testo sulla chiromanzia
cinese è quello scritto da tale Sin Fou del 2° secolo
a.C. – Si conosce un altro testo assai importante dal titolo “Sang Jenn” (Divinazione dell’uomo) del quale si parla in un
elenco di libri importanti della storia dei Rann
redatta da tale Pan Cou (32
– 93 d.C.) .
Verso il 520 d.C. arriva in
Cina Ta-mo che era il terzo figlio di un re del Sud
dell’India ; a quell’epoca
egli aveva 60 anni e fu ricevuto con
onore dall’imperatore che lo ospitò nel tempio di Chaolinn
. Egli contribuì alla diffusione del buddismo insieme ad
altri yogi e anche alla pratica ed alla conoscenza
delle scienze occulte come si praticavano nei paesi buddisti .
Successivamente
in Cina furono fatti studi e osservazioni da parte di numerosi esperti e i loro
elaborati furono riuniti in vari volumi.
Ancor oggi esistono ristampe di studi antichi, una delle quali è del X° secolo : “Le
tavole complete per l’interpretazione del Cosciente” (Chenn
Siang Tsiunann Pienn) in dodici
volumi di TechrennPono indovino dell’imperatore Traetsou dei Song che regnò dal 960 al 976 . Nel 1680 tale Fann
Lae di Raetchang pubblicò
una nuova edizione del sopra citato libro con vari commenti e in quattro volumi
dal titolo : “
Raccolta dello specchio d’acqua per l’interpretazione del Cosciente” -
Attualmente
questa scienza è ancora in voga e dobbiamo all’interpretazione ed agli studi di
un noto francese, Gorge Souliè de Morant,
nato a Parigi nel 1878, se la grande cultura chiromantica
della Cina è giunta a noi . Egli visse in Cina per molti anni e lì riuscì a
scrivere un libro di grande importanza dal titolo :
“L’agopuntura cinese” . Ma durante la sua permanenza in Cina riuscì anche a
studiare e comprendere quell’antica civiltà e ne
colse le varie sfaccettature . Alla sua morte,
avvenuta nel 1955, furono riscoperte
molte sue opere di carattere letterario e scientifico tra le
quali di grande interesse è il volume : “Le scienze occulte in Cina : la
mano” .
In questo libro l’autore ci propone
le formule interpretative chiromantiche cinesi che
sono affiancate da quelle classiche occidentali, così possiamo scoprire le
differenze fra le due chiromanzie .
Il De Morant
ci spiega poi lungamente come la chiromanzia cinese e quella europea
differiscono profondamente in particolare sui principi che le dirigono . Sono
due scuole filosofiche diversissime che non vengono
qui evidenziate .
Molti secoli dopo questi studi
portati avanti dai cinesi vennero importati in Corea e
Giappone . In quest’ultimo paese solo nel periodo Edo
(1603 – 1867) la popolazione iniziò ad interessarsi all’argomento . In questo periodo visse Mizuno Nambocu, il padre della chiromanzia giapponese . Il suo sistema è conosciuto come Nambocu
Soho (Fisiognomica di Nambocu) e questo
maestro si dedicò anche alla elaborazione di metodi
per migliorare il futuro destino di una persona . Arrivò alla conclusione che
per ottenere buone caratteristiche in termini di fisionomia, bisognava
controllare attentamente la propria dieta .
Gli studi di Nambocu
e dei suoi seguaci si sono sempre sforzati
di capire come combattere contro
un destino avverso e suggeriscono quali mezzi impiegare. Infatti, per esempio,
se un segno della mano indica cose cattive, in qualche punto della stessa mano
si troverà un segno che suggerisce i mezzi per difendersi e rimediare .
In conclusione la filosofia della
chiromanzia giapponese proposta da Nambocu si può
esprimere così : < Una volta conosciuto il destino
bisogna trovare sistemi e prendere provvedimenti per migliorarlo con tutte le
nostre energie> .
Su questa questione i cinesi avevano
seguito vie diverse perché non ammettevano eccezioni alla legge della causalità
e dimostravano, come d’altronde fanno ancor oggi, che, per quanto materialmente
una persona possa impegnarsi nell’una o nell’altra delle vie che le si prospettano, non è in realtà padrona di fare questa
sua scelta .
ARRIVO DELLA
CHIROMANZIA IN OCCIDENTE
Quasi sicuramente la chiromanzia
arrivò in Occidente a seguito delle conquiste di Alessandro
Magno che arrivò sino in India e fece fare studi dai suoi uomini sulle teorie
legate alla divinazione. Li spronò a documentarsi sulle filosofie orientali e
sull’occultismo . Tra essi il
più famoso fu senz’altro Aristotele che fu pure insegnante di Alessandro. Egli
ci ha lasciato alcuni scritti sulla chiromanzia rintracciabili nel suo trattato : “De Historia Animalium” . Un capitolo di questo libro
, che ha per titolo “Chiromantia” , è
considerato uno dei primi testi sull’analisi scientifica della mano . In esso Aristotele dichiara : < Le linee non sono poste
sulle mani dell’uomo senza ragione ; esse derivano dalle influenze celesti e
dalla personalità di ciascun essere umano > .
Un noto chiromante inglese del XIX° secolo parlò di una leggenda secondo la quale
Aristotele, viaggiando in Egitto, trovò un trattato sulla scienza della mano
inciso con lettere d’oro su di un altare dedicato ad Apollo e questo trattato
lo inviò ad Alessandro considerandolo degno di attenzione da parte dei sapienti
. Pare anche che questo trattato fosse stato tradotto
in latino da un certo Hispanus . Ma di tutto ciò non
esiste più alcuna traccia .
Anche altri grandi studiosi greci si interessarono alla chiromanzia come Galeno, Ippocrate, Artemidoro di Tarso e
lo stesso Tolomeo .
Si parla di chiromanzia anche nella
Bibbia, nel libro di Giobbe al capitolo 37, verso 7 ove è scritto :< Dio pose segni sulle mani di tutti gli esseri umani
affinché potessero conoscere le sue opere > . Ma anche nel libro dei Proverbi 3.16 , si dice :<La lunghezza dei suoi giorni è sulla mano
destra e nella mano sinistra la ricchezza e gli onori > .
Dalla Grecia questa scienza psaaò a Roma e anche se poco o nulla è rimasto di scritto,
tuttavia alcuni storici di allora tra i
quali Svetonio, ci hanno lasciato testimonianze
importanti .
Grandi
personaggi romani hanno amato la chiromanzia e tra questi si possono annoverareLucio Silla e Giulio Cesare . Pare che Cesare scoprì
il falso Alessandro che diceva di essere figlio di Erode, avendo osservato le
sue mani .
Ma ben poco si conosce della
chiromanzia nel millennio che va dal 300 d.C. al 1300 circa .
Infatti nel periodo
romano quest’arte era utilizzata solo dalle persone
meno abbienti poiché le persone più colte si rivolgevano all’astrologia . Poi
l’avvento del cristianesimo mise fine a tutto ciò che apparteneva al campo
della divinazione .
Anche gli arabi si
interessarono alla chiromanzia e la scoprirono durante i loro viaggi in
Oriente. Dal l’VIII° secolo essi portarono queste loro
conoscenze anche in Spagna ove fondarono università a Cordova,
Toledo e Vivigli . Alcuni loro libri di chiromanzia erano direttamente
collegati alla religione islamica così che quando alcuni europei li tradussero
in latino, applicarono i loro simbolismi religiosi al significato delle mani . Dopo di allora apparvero i primi libri di chiromanzia in
Europa .
Si fa notare la grande importanza
che gli arabi hanno dato alla mano e infatti pongono
sulle cinque dita le regole più importanti che debbono osservare . Esse sono :
1)
Dire le poreghier 5 volte al giorno con lo
sguardo rivolto verso La Mecca .
2)
Seguire le regole de
Ramadan (Non mangiare durante il giorno) .
3)
Almeno una volta nella
vita fare un pellegrinaggio alla Mecca .
4)
Fare l’elemosina .
5)
Combattere gli infedeli .
GLI ZINGARI
Verso la metà del secolo XIV°
apparvero in Europa gli zingari, popolo nomade di origine
orientale che aveva lingua e tradizioni particolari . Più specificatamente
questo popolo proveniva dall’India come si nota dal
tipo fisico che rivela ancor oggi , nonostante le molte mescolanze, spiccate
caratteristiche indiane, sia dalla lingua che è indoeuropea orientale che dai
loro usi e costumi . Più particolarmente si crede che il luogo d’origine degli
zingari sia l’India settentrionale .
Per cause incerte dovettero emigrare : nel secolo IX d.C.
li troviamo in Asia Minore e cioè nei territori dell’impero bizantino .
Dall’Asia minore si diffusero in Egitto e nell’Africa settentrionale dalla
quale passarono in Spagna in gran numero e dove vennero
chiamati Gitani .
Un’altra
colonna di Zingari si diresse verso l’Europa centrale stanziandosi specialmente
in Boemia . Secondo dati storici apparvero in Germania
nel 1471 e da lì scesero in Italia , guidati da un
certo Andrea, arrivando sino a Roma –
Non furono perseguitati e godettero
anche della protezione speciale dei papi . Praticavano
vari mestieri come il ramaio, lo stagnino e il maniscalco .
Altre attività largamente sfruttate dagli zingari, nel passato e nel presente,
sono la chiromanzia, la farmacia empirica (filtri d’amore ecc.)
E la
magia (finzione ciarlatanesca di essere maghi) .
Gli zingari, a torto o a ragione,
sono sempre stati famosi per la loro abilità nel rubare bestiame e anche
nell’allevare cavalli. A causa del loro nomadismo e della loro passione per le
scienze occulte, mediante le quali potevano trovare mezzi di sussistenza dagli
ingenui, vennero spesso accusati di essere in contatto
col demonio, di compiere orribili sacrifici umani, ecc. –
Poiché
non hanno mai avuto una scrittura propria, si sono tramandati le loro
conoscenze per via orale ed è per questo come sono venuti in possesso delle
regole della chiromanzia . Comunque
sia il D’Arpentigny che il Desbarolles
(i grandi padri della chirologia occidentale dalla fine del XIX° secolo) ci
hanno raccontato che molte cose la hanno apprese da zingare dalle quali si
erano fatti leggere le mani .
Ma ritornando all’Europa, sono
arrivati sino a noi alcuni manoscritti del periodo precedente l’invenzione delle stampa che contengono disegni di mani con spiegazioni
delle varie divisioni con monti e linee e uno di questi è il Digby Roll IV che è conservato
presso la biblioteca Bodleian in Inghilterra e pare
sia stato scritto prima del 1440 .
Con l’avvento della stampa vengono pubblicati i primissimi libri di chiromanzia,
scritti in latino e stampati nel sud della Germania (Augsburg
e Monaco) e a Venezia .
Johann
HARTLIEB scrisse : “Die Kunst Ciromantia” nel 1448 ma fu
stampato in Augsburg solamente nel 1475 quando
l’autore era già morto . Pare non lo avesse pubblicato
quando era ancora in vita per paura di essere perseguito dalle leggi
ecclesiastiche. Questo libro non è molto interessante dal punto di vista
scientifico e il suo interesse è
solamente storico essendo forse il primo libro di chiromanzia a essere stato dato alle stampe .
Nel 1480 viene
stampato a Venezia un altro libro di chiromanzia; l’autore è ignoto ma si sa
che fu stampato dal maestro stampatore Erardo di Ratdolt.
Questo libro è scritto in latino e contiene venti disegni di mani con vari
segni che vengono interpretati nelle successive
ventisei pagine. I caratteri sono in gotico e la lettura è difficile da
interpretare . La sua scoperta è avvenuta quasi per
caso nei magazzini della biblioteca della societè
Economica di Chiavari dal segretario Dott. Grasso . Di questo libro si sa che sono state fatte parecchie
ristampe dal 1481 al 1499 in varie città italiane come Padova
, Milano e Roma –
Con l’affermarsi della stampa,
inventata dal Guttemberg nel 1440 ,
in Germania, Italia e Francia vengono stampati numerosi libri sia di carattere
religioso (famosa è la Bibbia dello stesso Guttemberg)
che di carattere letterario e scientifico . Specialmente in alcune città della Germania del Sud come Norimberga, Monaco, Friburgo e
Augusta e in alcune città dell’Italia del nord come Venezia, Bologna e Padova ,
vengono stampati parecchi libri di astrologia e chiromanzia, materie studiate
presso le università unitamente alla medicina –
Un gran personaggio dell’epoca fu
certamente Andrea Corvo nato a Carpi verso la metà del secolo XV° . Si conosce molto poco della sua
vita e forse non è neppure esatto il luogo della sua nascita poiché in alcuni
suoi scritto si firma “Mirandolensis” . Però sembra
che il Corvo si stabilì a Mirandola verso il 1470
quando suo cognato Antonio de’ Corvi da Carpi fu nominato prevosto della città . La sua fama resta legata ad un suo libro
sulla chiromanzia che fu pubblicato a Bologna nel 1497 e intitolato : “Ciromantia, opus rarissimus de eadem Chiromantiae” . Questo
libro ebbe successive pubblicazioni e fu tradotto in varie lingue ed è noto
ancor oggi per essere uno dei primissimi libri di questa materia e che
interessò a quei tempi molti studiosi dell’epoca .
Oggi la sua notorietà è solo storica poiché come teoria chiromantica
non è di grande interesse anche se molti scrittori posteriori si sono rifatti
ai suoi insegnamenti -
Un famoso astrologo bolognese, tale
Bartolomeo della Rocca detto COCLES scrisse del Corvo cose poco simpatiche
poiché lo accusò di essersi ammantato di penne di pavone, pur essendo corvo, cioè di aver copiato da altri autori senza citarli . Però lo stesso Cocles lo definisce
eccellente nella pratica chiromantica ma debole, anzi
di nessun valore, nella teoria –
Successivamente
molte edizioni della “Chiromantia” furono stampate
sotto il nome di Cocles e questo fatto generò un
equivoco e mise in dubbio l’esistenza stessa del Corvo che per alcuni non
sarebbe che lo pseudonimo dello stesso Cocles , altri
sostennero che il Corvo usò lo pseudonimo di Cocles,
ma pare piuttosto improbabile dato che il Cocles
parla del Corvo in termini tutt’altro che lusinghieri
.
Anche un altro famoso chiromante,
Patrizio Tricasso da Cerasari
del quale parleremo più avanti, lo criticò aspramente ma a quei tempi le
polemiche tra studiosi della stessa materia erano assai frequenti .
Il libro del Corvo fu messo
all’indice dalla Chiesa assieme alle opere del Cocles,
Tricasso, Giovanni Indagine e Pietro d’Abano; fu
invece difeso dal Campanella nel suo “Atheismus trionphatus” poiché, a suo
giudizio, i chiromanti si limitano ad osservare i segni di Dio nella natura,
per cui cadono in peccato solo se pretendono di predire il futuro leggendo le
linee ed i segni nelle mani degli uomini –
Anche il
famoso Agrippa di Nettesheim
elogiò il Corvo collocandolo fra i più noti chiromanti del suo tempo. Un altro
noto studioso tedesco, tale Taisnier, dichiarò che il
Corvo eccelleva nella dimostrazione grafica della lettura della mano .
Ma l’opera del Corvo fu trovata
molto utile anche nello studio della medicina e chirurgia e
infatti nella biblioteca dell’Università di Bologna il suo studio è
unito a un trattato di un noto professore di medicina del tempo il cui nome è Achillinus del quale parleremo nella seconda parte di
questo breve escursus storico .
SECONDA PARTE
Un altro famoso chiromante del XVI° secolo fu TIBERTUS
ANTIOCHUS . Nato in Italia, passò la sua giovinezza a Parigi ove studiò
astrologia, chiromanzia e altre scienze occulte ; ma
si dedicò anche allo studio della letteratura, della fisica, della medicina e
della matematica . Quando si ritenne sufficientemente preparato, tornò in
Italia e ottenne ben presto successo quasi fosse un
oracolo. Il suo studio era continuamente pieno di gente anche assai importante.
Ma nonostante ciò e nonostante avesse accumulato grandi ricchezze, egli
condusse una vita miserabile e morì sulla forca (Ricordare la storia di Pandolfo
Malatesta e del suo consigliere militare Guerra)
Antiochus
scrisse alcuni libri sulla fisiognomia ma l’unica sua
opera rimasta è un libro di chiromanzia
che egli tradusse dal latino e che fu pubblicato a Bologna nel 1494 .
Altro grande studioso di quel
periodo fu Alessandro Achillinus, medico , filosofo e chiromante nato a Bologna 1l 29 Ottobre 1463 .
E’ rimasto famoso per aver praticato nei suoi studi la dissezione dei cadaveri
e scoprì due ossicini dell’orecchio medio, il martello e l’incudine e la
valvola ileo-cecale dell’intestino (Editto del Re Federico II°) – Il libro da
lui scritto che più ci interessa fu : “De principiis Chiromantiae et Phisionomiae” pubblicato a
Bologna nel 1503 –
PATRIZIO TRICASSO
DA CERASARI